Y18


Y18 Young Eighteen n. 26 di Febbraio 2005

Y18 Young Eighteen Dread Lock: una nuova tendenza!
di Loredana Menghi

Dalla Giamaica uno stile di vita che ha cambiato la testa delle tribù urbane ed è diventato il nuovo trend proposto dalle boutique del capello


Rasta per tutti Che scendano incolti sulle spalle di baba indiani e d'irriducibili frikkettoni, o che spuntino da baschi tricot giallo rosso e verde dei rastoni di Negril ondeggiando al ritmo ipnotico delle liriche roots, frenetici sotto i palchi dei concerti punk e crast, o davanti sound sistems tecno, junggle e drum and bass, i dreadlocks si presentano inequivocabilmente con la loro particolarissima fattura: capelli così aggrovigliati da assumere la forma di tante corde, tubi di ogni forma e dimensione, lunghezza e colore, portati e decorati secondo il gusto personale, la propria fantasia e cultura di provenienza.

Quei "terribili" capelli
La traduzione della parola dreadlocks definisce una capigliatura terribile e spaventosa. In realtà, sebbene il termine descriva bene lo stato d'animo indignato dei pionieri del profumo e del pulito, il termine non è altro che la traslitterazione di Rastafari: da Ra, Saggio in antico egizio, e Tafari, "colui che incute timore", nome di battesimo di sua maestà Helassie Selassie, erede al trono del re biblico Salomone e di sua moglie regina di Saba, incoronato nell'ormai leggendaria notte del 30 novembre 1930.
Bob Marley La Giamaica del tempo vide in lui il messia sceso sulla terra e trasformò il suo nome nel primo comandamento della fede Rasta, "non deturpare il proprio corpo", in un costume che avrebbe cambiato la testa di un popolo e, attraverso la sua musica, di tantissimi giovani.
Rastaman vibration
Sono passati più di 30 anni da quando Bob Marley cantava "Rastaman Vibrations", 70 da quando i dreads fecero la loro comparsa nella comunità di Pinnacle, nei sobborghi della capitale giamaicana per poi dilagare a Brixton, il quartiere caraibico di Londra, e da lì conquistare il mondo.
Da allora i locks si sono diffusi a livello planetario; ibridazione estetica più o meno consapevole da chi è rimasto affascinato dall'immaginario Reggae, simbolo delle rivendicazioni dei diritti dei neri d'America per i "Move" e per Mumia Abu Jamal, il giornalista nero di Philadelphia che rifiutò di tagliarli pure nel braccio della morte; pratica dal sapore antico che affonda le sue radici nell'antica India raccontata dal libro dei Veda nel 1800 a.c..
Tribù di ieri e di oggi
Lenny Kravitz Chi li associa solo ai rasta, sbaglia infatti. Erano portati dai faraoni, come Tut ad esempio. La Bibbia li attribuisce a Sansone e Giulio Cesare ai Celti. Oggi contraddistinguono i Sadhu, uomini sacri indiani, per loro sede dei poteri sovrannaturali di Shiva; i Somali, i Maasai, gli aborigeni in Nuova Guinea e naturalmente delle nuove tribù metropolitane.
Dall'underground alla Fiera del Beauty
Se fino a 10 ani fa, in Italia, si presentavano come un gesto poco diffuso, circoscritto agli ambiti delle sottoculture giovanili, spesso stigmatizzate dal pregiudizio, il fenomeno oggi si è talmente radicato che le boutique del capello non potevano non stare al passo con i tempi. "Tutto è cominciato a Londra" - dice Fabio Blonde, consulente d'immagine di Roma - ma è nel 2002, alla Fiera del Beauty di Barcellona il vero boom. Ovunque rasta veri, posticci, aplicati. E' il trionfo dell'extensions, alternativa removibile a quelli veri...
E per i meno estremi?
Lauryn Hill Esistono acconciature meno impegnative, come i Twist, arrotolati nello stesso senso, fissati con gel e l'aiuto di una piastra. Poi le extensions, che non intaccano la struttura del capello e resistono massimo tre mesi. "Si applicano a 2 cm dall'attaccatura, facendo aderire l'estremità bagnata di cheratina dell'applicazione con la ciocca naturale, scaldando la parte con una pinza polimetartice, che a 60 gradi lavora per 3/4 secondi, o con i rudimentali compressori manuali". Le afro hair-stylers usano, invece, la tecnica della "secret hand", una sorta di nodo che non crea problemi in fase di rimozione.
Cotonatura e Cera
Per i Rasta i veri dreads sono quelli che si formano naturalmente, ma "se i capelli delle persone di colore si intrecciano senza sforze, per quelli del ceppo europeo il metodo migliore è quello della cotonatura e cera", spiega Joy fondatrice dell'associazione Lovely Hair, con un sito internet che promuove la cultura subsahariana e caraibica a Roma, Milano, Torino Vicenza ed in tante altre città. Un circuito di artiste contattabili via e-mail, per fare e addirittura insegnare a costruire acconciature afro. "Si dividono i capelli e con un pettine a denti stretti si cotonano le ciocche (back combing) dalle radici verso le punte e poi in senso contrario, per aggrovigliare il tutto. La matassa viene sfregata fra le mani e attorcigliata con una cera speciale (twisting)." Il record del mondo? E' di Hoo Saeton, un tailandese di 87 anni che per 18 non li ha mai tagliati.
Un Dread è per sempre?
Il taglio è assicurato, ma si può sempre provare a scioglierli. Acqua calda, balsamo super per ammorbidire, olio di semi di lino e "shanti shanti", direbbero gli indiani, procedere con tempo e pazienza.



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